Le partecipanti al corso di formazione "Alunni adottati in classe", in corso di svolgimento a Genova, hanno elaborato i due documenti che trovate qui sotto.
Si tratta di una "carta d'intenti" in due versioni (la prima per la scuola d'infanzia e primaria, la seconda per la secondaria di 1° e 2° grado) che elenca le "attenzioni" che le scuole sensibili alle realtà dell'adozione e dell'affido dovrebbero mettere in atto - a parere di chi ha steso il documento - nei confronti dei loro alunni e delle loro famiglie.
La "carta d'intenti" è stata elaborata da un gruppo misto di insegnanti, genitori adottivi, operatori che a diverso titolo si occupano di adozione. Grazie a questa pluralità di prospettive, pensiamo di essere riuscite a integrare ed esprimere i punti di vista e i bisogni dei diversi soggetti, pur restando all'interno dei vincoli di fattibilità consentiti dalle norme e dalle routines della scuola.
E' nostra intenzione far conoscere la carta d'intenti alle istituzioni scolastiche, in primo luogo a quelle della nostra regione, per vedere quante sono disponibili e pronte a farle proprie, oppure a usarle come traccia per elaborare propri protocolli, che coniughino l'attenzione alle problematiche dell'adozione con lo stile educativo di quella singola scuola scuola.
Non puntiamo infatti all'omologazione dei comportamenti degli insegnanti a partire da documenti calati dall'alto (vedi anche il dibattito sull'argomento che si è sviluppato nei mesi scorsi in questa lista e che trovate a questo link
http://www.webalice.it/livia.botta/adozione/Linee_guida.pdf). Il nostro scopo, attraverso la proposta della carta d'intenti, è piuttosto quello di sensibilizzare le scuole e stimolare la loro riflessione sulla problematica, per favorire cambiamenti che partano dal basso.
Ci piacerebbe poi riuscire ad avere un riscontro dalle scuole, per portarlo a
conoscenza degli insegnanti e delle famiglie attraverso il nostro sito www.adozionescuola.it: Quante/quali scuole hanno fatto propria la carta d'intenti? Quante/quali ne hanno stilato una propria? Con quali contenuti?
Ci interessa un parere di chi segue questo blog sui due documenti: consensi, perplessità, sottolineature, proposte…
Se ne scaturirà un dibattito ricco, i contenuti più interessanti potrebbero andare a costituire un dossier a completamento del documento che invieremo alle scuole, per offrir loro una panoramica più completa dei diversi bisogni e sensibilità.
1 - CARTA D’INTENTI PER SCUOLE DELL’INFANZIA E PRIMARIE
La scuola xxx
consapevole che la presenza di alunni adottati o in affido familiare è un dato strutturale che riguarda l’intero sistema scolastico
s’impegna a:
• curare la sensibilizzazione dei docenti alle problematiche dell’adozione e dell’affido familiare, promuovendo appositi momenti formativi e/o segnalando le proposte provenienti da agenzie esterne;
• istituire la figura di un docente referente (o componente di una commissione specifica: accoglienza, integrazione, ecc.), con competenze sulle problematiche dell’adozione, che si faccia carico di:
promuovere e facilitare i contatti scuola-famiglia, offrendo nella fase di prima accoglienza un servizio informativo completo sulla scuola (POF, struttura scolastica, conoscenza di alcuni docenti e del mediatore linguistico-interculturale);
organizzare e gestire, al momento dell’iscrizione, un colloquio conoscitivo con i genitori, senza forzature, riguardante paese di provenienza del bambino, percorso scolastico pregresso, livello di conoscenza della lingua italiana, caratteristiche della personalità e predisposizioni;
supportare i docenti della classe nella realizzazione di eventuali percorsi didattici personalizzati;
essere interlocutore nel rapporto con i soggetti (servizi, enti, associazioni) che si occupano di adozione e affido sul territorio;
monitorare l’andamento dell’inserimento e del percorso formativo durante l’anno;
curare il passaggio d’informazioni sull’alunno tra i diversi gradi di scuola;
avere una chiara conoscenza di chi e quanti sono gli alunni adottati o in affido presenti a scuola.
I docenti, consapevoli che le differenze sono una risorsa e che l’inclusione va sostenuta, s’impegnano a:
• proporre attività per sensibilizzare le classi all’accoglienza e alla valorizzazione di ogni individualità;
• facilitare la comunicazione con un ascolto attivo e creare un buon clima di classe in cui ciascun bambino possa sentirsi a proprio agio;
• ampliare in entrambi gli ordini di scuola l’area del gioco e dell’espressione corporea per favorire processi di socializzazione ed espressività;
• fare attenzione nella scelta dei libri di testo e delle letture (narrativa, fiabe tradizionali e moderne, ecc.) al modello di famiglia veicolato e al linguaggio utilizzato;
• creare occasioni, alla portata dei piccoli discenti e con le opportune mediazioni didattiche, per parlare delle diverse tipologie di famiglia esistenti nella società odierna, riferendosi a un concetto di famiglia come legame affettivo e relazionale;
• favorire la partecipazione a laboratori a classi aperte, con regole “morbide” e uso flessibile degli spazi.
Nei confronti degli alunni adottati o in affido presenti in classe, gli insegnanti s’ impegnano a:
• iniziare da subito la collaborazione con la famiglia, mantenendola nel tempo e mostrando disponibilità per colloqui non rigidamente cadenzati dal calendario scolastico, per conoscere a fondo la situazione del bambino, senza forzature e atteggiamenti invadenti e, in itinere, per definire e aggiustare il percorso formativo;
• mantenere in classe un atteggiamento equilibrato, evitando sia di sovraesporre gli alunni adottati o in affido (con attenzioni eccessive, richieste dirette di parlare della loro storia, ecc.), sia di dimenticarne la specificità (proponendo attività e argomenti che implicitamente li escludano);
• creare occasioni in cui gli alunni adottati o in affido si sentano inclusi e, se lo desiderano, possano parlare di sé e della propria cultura d’origine o rappresentare la propria storia attraverso il disegno o altre attività espressive, anche con l’aiuto dei mediatori linguistico-interculturali e/o dei genitori;
• affrontare in modo diverso dal consueto la prima costruzione dei concetti temporali, evitando di proporre attività quali la prima foto, il certificato di nascita, l’albero genealogico, da sostituire con proposte che raggiungano gli stessi obiettivi rispettando e valorizzando la storia personale di ciascuno;
• se necessario, predisporre percorsi didattici personalizzati calibrati sulle esigenze di apprendimento degli alunni, nei limiti di quanto previsto dalla normativa.
Per il primo inserimento e l’accoglienza nella scuola dell’infanzia e primaria di bambini/e adottati/e internazionalmente, la scuola si impegna a:
• valutare attentamente il percorso scolastico pregresso e le informazioni fornite dai genitori per individuare la classe di frequenza appropriata, prendendo a riferimento le indicazioni della cm 24/06;
• prestare attenzione, nella scelta della classe, a evitare la concentrazione di specificità diverse e particolarmente problematiche;
• consentire inserimenti non immediati e/o una riduzione iniziale dell’orario scolastico per privilegiare il consolidamento dei legami familiari;
• dare al bambino la possibilità di familiarizzare con il nuovo ambiente tramite visite alla scuola e incontri con compagni e insegnanti in momenti preliminari all’effettiva frequenza;
• ricorrere ai mediatori linguistico-interculturali per conoscere il contesto linguistico, culturale, scolastico, i modelli educativi, le modalità di comportamento e relazionali del paese d’origine del bambino, le criticità che potrebbero presentarsi nel nuovo contesto, oltre che per facilitare linguisticamente l’inserimento se necessario;
• predisporre percorsi didattici personalizzati calibrati sulle esigenze di apprendimento degli alunni, nei limiti di quanto previsto dalla normativa (dpr 275/99, dl 59/04, cm 24/06);
• garantire azioni di insegnamento intensivo utili a promuovere una buona competenza dell’italiano come lingua di studio;
• monitorare, riconoscere esplicitamente e gratificare i progressi nell’apprendimento e le competenze possedute o acquisite;
• collaborare con i servizi che seguono la famiglia nel post-adozione (legge 476/98), in particolar modo nei casi più complessi.
2 - CARTA D’INTENTI PER SCUOLE SECONDARIE DI 1° E 2° GRADO
La scuola xxx
consapevole che la presenza di alunni adottati o in affido familiare è un dato strutturale che riguarda l’intero sistema scolastico
s’ impegna a:
• curare la sensibilizzazione dei docenti alle problematiche dell’adozionene dell’affido familiare, promuovendo appositi momenti formativi e/o segnalando tempestivamente le proposte provenienti da agenzie esterne;
• istituire la figura di un docente referente, che
abbia conoscenza di chi e quanti sono gli alunni adottati o in affido presenti a scuola;
conosca e tenga i contatti con i soggetti (istituzioni, servizi socio-sanitari, agenzie educative, mediatori linguistici-interculturali, ecc.) che a diverso titolo si occupano di adozione e affido sul territorio;
faccia da tramite se necessario tra famiglie e consigli di classe;
supporti i docenti che hanno alunni adottati o in affido nelle loro classi segnalando le risorse disponibili (materiali didattici, opportunità di formazione e/o di consulenza, ecc.);
curi il passaggio di informazioni sull’alunno tra i diversi gradi di scuola.
I docenti, indipendentemente dalla presenza o meno di alunni adottati o in affido nelle loro classi, s’impegnano a:
• fare attenzione, nella scelta dei libri di testo, ai modelli di famiglia presentati e al linguaggio utilizzato, scegliendo i testi più aperti ai diversi modi di “fare famiglia” e al pluralismo culturale di oggi;
• prestare attenzione, nella scelta delle letture e degli argomenti di studio, alle situazioni familiari degli alunni, evitando proposte che potrebbero mettere a disagio o escludere implicitamente qualcuno;
• proporre attività per sensibilizzare le classi all’accoglienza, alla valorizzazione delle diversità, all’inclusione;
• proporre argomenti di studio (a carattere linguistico, storico, sociale, geografico, giuridico, economico) che facciano riferimento ai diversi modelli familiari presenti nella società odierna, alle forme di interdipendenza e mobilità delle persone a livello mondiale, alla convivenza e ibridazione delle culture.
Nei confronti degli alunni adottati o in affido presenti in classe, gli insegnanti si impegnano a:
• mantenere un atteggiamento equilibrato, evitando sia di sovraesporli (con attenzioni eccessive, richieste dirette di parlare della loro storia, ecc.), sia di dimenticare la loro specificità (proponendo attività e argomenti che implicitamente li escludano);
• creare occasioni in cui si sentano inclusi e, se lo desiderano, possano parlare di sé (ad es. riferendosi al concetto di famiglia come legame affettivo e relazionale; stimolando la scrittura autobiografica; sottolineando le pluriappartenenze culturali che caratterizzano la nostra società, ecc.), anche con l’aiuto dei mediatori linguistici-interculturali e con progetti mirati;
• sostenere il loro senso di appartenenza alla classe e lo sviluppo dell’autostima, utilizzando rinforzi positivi;
• mantenere una stretta collaborazione con la famiglia per la definizione e il monitoraggio del percorso formativo;
• se necessario, introdurre elementi di flessibilità e personalizzazione nel piano educativo, nei limiti di quanto consentito dalla normativa vigente e curando la trasmissione delle informazioni al ciclo di studi successivo.
Nel caso di primo inserimento nella scuola secondaria di ragazzi adottati internazionalmente, la scuola si impegna a:
• preparare l’inserimento tramite contatti preventivi con la famiglia, per raccogliere informazioni sulla scolarità pregressa e sugli aspetti personali che i genitori ritengono utili a una comprensione dei comportamenti del figlio e al buon inserimento scolastico;
• ricorrere ai mediatori linguistici-interculturali per conoscere il contesto linguistico, culturale, scolastico, i modelli educativi, le modalità di comportamento e relazionali del paese d’origine dell’alunno, le criticità che potrebbero presentarsi nel nuovo contesto, oltre che per facilitare linguisticamente l’inserimento se necessario;
• valutare attentamente il percorso scolastico pregresso e le informazioni fornite dai genitori per individuare la classe di frequenza appropriata, prendendo a riferimento le indicazioni della cm 24/06;
• prestare attenzione, nella scelta della classe, a evitare la concentrazione di specificità diverse e particolarmente problematiche;
• consentire inserimenti non immediati e/o una riduzione iniziale dell’orario scolastico per privilegiare il consolidamento dei legami familiari;
• dare all’alunno la possibilità di familiarizzare con il nuovo ambiente tramite visite alla scuola e incontri con compagni e insegnanti in momenti preliminari all’effettiva frequenza;
• garantire azioni di insegnamento intensivo utili a promuovere una buona competenza dell’italiano come lingua di studio;
• nel caso di alunni con una carente scolarizzazione pregressa, predisporre un contratto di corresponsabilità tra famiglia, alunno e scuola, da verificare periodicamente, per guidare il graduale processo di adeguamento alle routines scolastiche;
• predisporre percorsi didattici personalizzati calibrati sulle esigenze di apprendimento degli alunni, nei limiti di quanto previsto dalla normativa vigente (dpr 275/99, dl 59/04, cm 24/06);
• monitorare, riconoscere esplicitamente e gratificare i progressi nell’apprendimento e le competenze possedute o acquisite;
• collaborare con i servizi che seguono la famiglia nel post-adozione (legge 476/98), in particolar modo nei casi più complessi.
Livia Botta
www.liviabotta.it
www.adozionescuola.it
Questo blog ha come finalità la discussione e l'approfondimento delle problematiche relative all'inserimento scolastico dei bambini e ragazzi adottati. Il sito di riferimento è www.adozionescuola.it. Amministratore del blog è la dr.ssa Livia Botta, Genova (www.liviabotta.it).
martedì 7 febbraio 2012
lunedì 6 febbraio 2012
"L'adozione nella scuola". Due incontri in provincia di La Spezia
L'Ufficio Scolastico Provinciale, l'ANSAS, l'associazione Genitori Si Diventa e i Distretti Socio Sanitari della provincia di La Spezia promuovono due incontri di sensibilizzazione rivolti a insegnanti, dirigenti scolastici, genitori.
1° incontro a LA SPEZIA mercoledì 8 febbraio dalle 16.00 alle 18.00 presso l'istituto Einaudi, Via Lamarmora 32
2° incontro a SARZANA mercoledì 22 febbraio dalle 16.15 alle 18.30 presso il liceo Parentucelli, piazza Ricchetti.
Programma degli incontri: http://www.irre.liguria.it/progetti/ADOZIONE/AdozioneNellaScuola_volantino_spezia_febbrario2012.pdf
Livia Botta
www.liviabotta.it
www.adozionescuola.it
1° incontro a LA SPEZIA mercoledì 8 febbraio dalle 16.00 alle 18.00 presso l'istituto Einaudi, Via Lamarmora 32
2° incontro a SARZANA mercoledì 22 febbraio dalle 16.15 alle 18.30 presso il liceo Parentucelli, piazza Ricchetti.
Programma degli incontri: http://www.irre.liguria.it/progetti/ADOZIONE/AdozioneNellaScuola_volantino_spezia_febbrario2012.pdf
Livia Botta
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venerdì 13 gennaio 2012
Incontro sull'adozione per gli insegnanti di Genova Ponente
Giovedì 26 gennaio dalle 16.40 alle 18.40 si svolgerà presso il Circolo Didattico di Genova-Pegli un incontro sull'adozione rivolto agli insegnanti delle scuole del ponente genovese.
I partecipanti riceveranno una copia del vademecum "Alunni adottati in classe".
Programma e scheda di iscrizione all'incontro sul sito www.adozionescuola.it , pagina "Prossimi appuntamenti".
Livia Botta
www.liviabotta.it
www.adozionescuola.it
I partecipanti riceveranno una copia del vademecum "Alunni adottati in classe".
Programma e scheda di iscrizione all'incontro sul sito www.adozionescuola.it , pagina "Prossimi appuntamenti".
Livia Botta
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adozione e scuola; vademecum adozione
lunedì 12 dicembre 2011
Siti amici
Segnalo due nuovi siti che mi sembrano particolarmente vicini ai nostri contenuti e al nostro modo di sentire.
www.spazioadozione.org
"Figlio" del blog spazioadozioneticino.blogspot.com (che già seguivamo da tempo), creato da un'associazione ticinese di famiglie adottive, il nuovo sito si pone come luogo d'incontro tra famiglie adottive alle prese con i molteplici problemi del post-adozione: scuola, adolescenza, mondo del lavoro.
Il gruppo che lo ha realizzato si propone di raggiungere una maggiore comprensione delle problematiche adottive tramite un'attività di di riflessione, lettura, scambio di esperienze tra genitori adottivi e professionisti che si occupano di adozione. Lo scopo è individuare nuove strategie relazionali che consentano di superare le conflittualità presenti nella comunicazione e nella relazione con i figli, e trovare strade per ridare speranza ai ragazzi più in difficoltà, aiutandoli a scoprire le loro potenzialità e i loro talenti.
Spazioadozione vuole documentare questo confronto e questa ricerca. La sua originalità, che lo differenzia da tanti altri siti creati da genitori adottivi, sta nel non passare sotto silenzio gli aspetti più critici della dimensione adottiva e nello sguardo spinto molto avanti, fino all'età adulta dei figli.
www.italiaadozioni.it
On line da poche settimane, è un nuovo portale sul mondo dell'adozione nazionale e internazionale, con una redazione composta da genitori adottivi e da professionisti che operano nel settore.
Oltre a essere una guida all'adozione, suo obiettivo è offrire informazioni e aiuto a quanti incontrano a vario titolo l'adozione: alle coppie in primo luogo, ma anche a quella parte di società che può entrare in contatto con le problematiche adottive nell'ambito del proprio lavoro (pediatri, insegnanti, psicologi, avvocati).
Si tratta di un portale, e non di un semplice sito, per l'ambizione dichiarata di diventare "porta d'ingresso" e collegamento tra i tanti contributi sull'adozione presenti e dispersi nel web, facendo rete tra quanto già esiste in termini di informazione, formazione, proposte.
Il portale è organizzato per aree tematiche. Una di queste, ricca di contributi, è dedicata all'inserimento scolastico dei minori adottati. Sono poi presenti un'area legale, una medica e una psicologica.
Livia Botta
www.liviabotta.it
www.adozionescuola.it
www.spazioadozione.org
"Figlio" del blog spazioadozioneticino.blogspot.com (che già seguivamo da tempo), creato da un'associazione ticinese di famiglie adottive, il nuovo sito si pone come luogo d'incontro tra famiglie adottive alle prese con i molteplici problemi del post-adozione: scuola, adolescenza, mondo del lavoro.
Il gruppo che lo ha realizzato si propone di raggiungere una maggiore comprensione delle problematiche adottive tramite un'attività di di riflessione, lettura, scambio di esperienze tra genitori adottivi e professionisti che si occupano di adozione. Lo scopo è individuare nuove strategie relazionali che consentano di superare le conflittualità presenti nella comunicazione e nella relazione con i figli, e trovare strade per ridare speranza ai ragazzi più in difficoltà, aiutandoli a scoprire le loro potenzialità e i loro talenti.
Spazioadozione vuole documentare questo confronto e questa ricerca. La sua originalità, che lo differenzia da tanti altri siti creati da genitori adottivi, sta nel non passare sotto silenzio gli aspetti più critici della dimensione adottiva e nello sguardo spinto molto avanti, fino all'età adulta dei figli.
www.italiaadozioni.it
On line da poche settimane, è un nuovo portale sul mondo dell'adozione nazionale e internazionale, con una redazione composta da genitori adottivi e da professionisti che operano nel settore.
Oltre a essere una guida all'adozione, suo obiettivo è offrire informazioni e aiuto a quanti incontrano a vario titolo l'adozione: alle coppie in primo luogo, ma anche a quella parte di società che può entrare in contatto con le problematiche adottive nell'ambito del proprio lavoro (pediatri, insegnanti, psicologi, avvocati).
Si tratta di un portale, e non di un semplice sito, per l'ambizione dichiarata di diventare "porta d'ingresso" e collegamento tra i tanti contributi sull'adozione presenti e dispersi nel web, facendo rete tra quanto già esiste in termini di informazione, formazione, proposte.
Il portale è organizzato per aree tematiche. Una di queste, ricca di contributi, è dedicata all'inserimento scolastico dei minori adottati. Sono poi presenti un'area legale, una medica e una psicologica.
Livia Botta
www.liviabotta.it
www.adozionescuola.it
mercoledì 7 dicembre 2011
Un master biennale su adozione e affido
Il master di secondo livello per la formazione di esperti “IL LAVORO CLINICO E SOCIALE CON LE FAMIGLIE ACCOGLIENTI: AFFIDO E ADOZIONE” dopo l'edizione degli a.a. 2009/2011 viene ripetuto nei prossimi due anni accademici.
La proposta formativa, nata dalla collaborazione tra Università Cattolica del Sacro Cuore, Alta Scuola di Psicologia A. Gemelli, Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia, ha il patrocinio della CAI-Commissione per le Adozioni Internazionali e del CNSA-Coordinamento Nazionale dei Servizi per l’Affido.
Il master è rivolto a laureati provenienti da diverse culture professionali: psicologica, pedagogica, giuridica, sociologica, sociale. Ha la durata di due anni accademici con inizio nel mese di marzo 2012. I moduli formativi, quindici in tutto, si tengono a Milano e a Firenze e si svolgeranno nelle giornate di venerdì e sabato con cadenza mensile. Le iscrizioni - fino a un massimo di 30 ammissioni - chiuderanno alla fine di gennaio 2012. La quota di partecipazione è di 2.500 euro annui (esente IVA).
Il master offre una formazione d’eccellenza grazie alla possibilità di accostare le più innovative esperienze italiane di affido e adozione e per l’attenzione ai più recenti contributi di ricerca e al dibattito scientifico sui due istituti. Il biennio di formazione intende facilitare il percorso di apprendimento e di crescita degli operatori e aggiornarli su esperienze e metodologie frutto della ricerca scientifica e accademica alla luce delle novità introdotte dalla legge 149/2001 a livello nazionale. Vuole anche mettere in evidenza le potenzialità dell'affido e dell'adozione - sulla base alle esperienze degli ultimi anni - che hanno aperto nuove frontiere di ricerca e di pensiero sia rispetto al confronto con esperienze fatte all’estero che al tema dei rapporti intergenerazionali nelle famiglie adottive.
Vai al programma: http://www.istitutodeglinnocenti.it/eventi/pdf/Affido_e_adozione2011_2012.pdf
La proposta formativa, nata dalla collaborazione tra Università Cattolica del Sacro Cuore, Alta Scuola di Psicologia A. Gemelli, Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia, ha il patrocinio della CAI-Commissione per le Adozioni Internazionali e del CNSA-Coordinamento Nazionale dei Servizi per l’Affido.
Il master è rivolto a laureati provenienti da diverse culture professionali: psicologica, pedagogica, giuridica, sociologica, sociale. Ha la durata di due anni accademici con inizio nel mese di marzo 2012. I moduli formativi, quindici in tutto, si tengono a Milano e a Firenze e si svolgeranno nelle giornate di venerdì e sabato con cadenza mensile. Le iscrizioni - fino a un massimo di 30 ammissioni - chiuderanno alla fine di gennaio 2012. La quota di partecipazione è di 2.500 euro annui (esente IVA).
Il master offre una formazione d’eccellenza grazie alla possibilità di accostare le più innovative esperienze italiane di affido e adozione e per l’attenzione ai più recenti contributi di ricerca e al dibattito scientifico sui due istituti. Il biennio di formazione intende facilitare il percorso di apprendimento e di crescita degli operatori e aggiornarli su esperienze e metodologie frutto della ricerca scientifica e accademica alla luce delle novità introdotte dalla legge 149/2001 a livello nazionale. Vuole anche mettere in evidenza le potenzialità dell'affido e dell'adozione - sulla base alle esperienze degli ultimi anni - che hanno aperto nuove frontiere di ricerca e di pensiero sia rispetto al confronto con esperienze fatte all’estero che al tema dei rapporti intergenerazionali nelle famiglie adottive.
Vai al programma: http://www.istitutodeglinnocenti.it/eventi/pdf/Affido_e_adozione2011_2012.pdf
venerdì 2 dicembre 2011
A Genova "Il cioccolato che fa bene"
Riceviamo da Michela Grana:
Anche quest'anno arriva Natale, regali e raccolte fondi... anche quest'anno il CIAI promuove l'iniziativa di Natale "IL CIOCCOLATO CHE FA BENE" a favore di INDIA - SATYA SCHOOL e COSTA D'AVORIO - A SCUOLA PER RITROVARE LA SERENITÀ.
Tuttavia quest'anno non faremo il banchetto in via Galata in considerazione degli eventi alluvionali che si sono abbattuti sulla città (e sulla regione) e comprendo chi sceglierà di sostenere progetti locali.
Ciò non toglie che chi avesse piacere di aiutare il CIAI regalando la cioccolata può farlo lo stesso contattandomi (0108398161 - 3333466774).
Vi ricordo che quest'anno le borsine sono realizzate da donne cambogiane - equamente retribuite - con zanzariere di recupero. Il contributo richiesto per il sacchettino è di 10 euro. Il cioccolato – al latte e fondente – è prodotto con cacao del commercio equo e solidale.
Vi ringrazio e vi auguro un sereno mese di dicembre in attesa di Natale.
Michela Grana
referente Gruppo Territoriale CIAI - Genova
Anche quest'anno arriva Natale, regali e raccolte fondi... anche quest'anno il CIAI promuove l'iniziativa di Natale "IL CIOCCOLATO CHE FA BENE" a favore di INDIA - SATYA SCHOOL e COSTA D'AVORIO - A SCUOLA PER RITROVARE LA SERENITÀ.
Tuttavia quest'anno non faremo il banchetto in via Galata in considerazione degli eventi alluvionali che si sono abbattuti sulla città (e sulla regione) e comprendo chi sceglierà di sostenere progetti locali.
Ciò non toglie che chi avesse piacere di aiutare il CIAI regalando la cioccolata può farlo lo stesso contattandomi (0108398161 - 3333466774).
Vi ricordo che quest'anno le borsine sono realizzate da donne cambogiane - equamente retribuite - con zanzariere di recupero. Il contributo richiesto per il sacchettino è di 10 euro. Il cioccolato – al latte e fondente – è prodotto con cacao del commercio equo e solidale.
Vi ringrazio e vi auguro un sereno mese di dicembre in attesa di Natale.
Michela Grana
referente Gruppo Territoriale CIAI - Genova
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lunedì 28 novembre 2011
Raccontare l'adozione a scuola
Ho partecipato all'incontro svoltosi il 18 novembre presso la sede della Regione Liguria dal titolo "Strumenti per raccontare l'adozione a scuola". Destinato a genitori adottivi e operatori scolastici, era promosso e organizzato dall'ARAI-Regione Piemonte in collaborazione con la Regione Liguria.
L'incontro è stato molto interessante e coinvolgente sia per gli spunti didattici che ha offerto ai docenti presenti - tante idee, tutte praticabili - sia per le riflessioni sulla narrazione familiare, rivolte particolarmente ai genitori adottivi.
La relatrice, Cinzia Fabrocini, ex docente e mamma adottiva, è psico-pedagogista, lavora a Torino, gestisce per l'ARAI il servizio di consulenza pedagogica creato per i genitori adottivi e per gli insegnanti su aspetti legati all'integrazione scolastica e alla tematica della narrazione familiare nella scuola; ha collaborato con il pedagogista e filosofo Duccio Demetrio, sostenitore della pratica della scrittura autobiografica a scuola e nell'educazione degli adulti.
La relatrice sostiene infatti l'importanza della narrazione della propria storia familiare nella scuola, in quanto rappresenta, con modalità diverse secondo le differenti età degli alunni, un'esperienza formativa fondamentale nel processo di crescita, per sostenere e rafforzare il senso d'identità e di appartenenza, in particolar modo nei minori adottati.
Ma come possiamo trattare la narrazione familiare a scuola, senza che questa costituisca un "terreno minato", fonte di preoccupazione per i genitori e di tensione per i figli? Innanzi tutto è necessario lavorare a tre mani, docenti-alunni-genitori, avendo creato una comunicazione in classe favorevole e avendo instaurato un clima di confidenza e di collaborazione con i genitori. Come? In famiglia creando abitudine a raccontarsi, senza forzature, e predisponendosi alla costruzione di memorie quotidiane, a scuola curando l'accoglienza dei bambini adottati, accettando i tempi diversi del loro inserimento: il tempo del silenzio, dell'ascolto, della raccolta degli indizi, e infine della narrazione di sé; usando un linguaggio "dolce" e "affettivo" per parlare di adozione, evitando un lessico forte e drammatico, abituando gli alunni alla pluralità delle storie - tra queste l'adozione è una storia possibile - e alla pluralità dei modelli familiari.
Infatti, prima della narrazione, bisogna tener conto che esistono tanti modi diversi di essere famiglia, tra questi nuovi modelli esiste e si va estendendo quello della famiglia adottiva; questo tema si può trattare in classe ricorrendo a esperienze didattiche diverse e calibrate sulle diverse età degli alunni.
La relatrice ha illustrato con ampia documentazione interessanti esperienze scolastiche, soprattutto nella scuola elementare e nella materna, rappresentative di una didattica della narrazione.
Tra queste l'esperienza dell'Album Attivo. L'Album è composto da tavole, cartelloni creati da alunni e genitori insieme che documentano le diverse storie familiari, ogni storia ha ovviamente fonti diverse ed eterogenee, foto, disegni, narrazioni, documenti, cartine geografiche ecc. Si lavora a tre mani durante l'anno e alla fine le tavole vengono raccontate e illustrate in classe dagli autori. I bambini si identificano nelle diverse storie descritte e focalizzano l'attenzione non tanto sull'essere famiglia ma sul "divenire" famiglia.
E’ stato messo in evidenza come curare anche a scuola il rapporto con la memoria e la narrazione non è solo un beneficio per gli aspetti emotivi, ma anche per lo sviluppo delle capacità di apprendimento.
La relatrice ha portato infine esempi di narrazione nella scuola materna in cui i docenti partono da due sfondi integratori contrapposti "vicino/lontano" e dalla lettura-drammatizzazione di una fiaba adatta per i suoi contenuti all'esperienza dei bimbi adottivi; inoltre esempi di narrazione in famiglia con i più piccoli, con il "gioco della casetta": la nuova famiglia inizia a narrarsi raccogliendo i ricordi in una casetta di cartone a più piani, ogni piano un pezzetto di memoria familiare, non solo foto ma anche storie, oggetti, disegni.
Non credo di aver stilato un resoconto completo, gli spunti, le riflessioni erano così tante che è impossibile sintetizzare un intreccio così ricco di esperienze e idee legate al binomio scuola-adozione; rimando gli approfondimenti alla lettura dei libri e ad eventuali prossimi incontri.
Maddalena Ronconi
L'incontro è stato molto interessante e coinvolgente sia per gli spunti didattici che ha offerto ai docenti presenti - tante idee, tutte praticabili - sia per le riflessioni sulla narrazione familiare, rivolte particolarmente ai genitori adottivi.
La relatrice, Cinzia Fabrocini, ex docente e mamma adottiva, è psico-pedagogista, lavora a Torino, gestisce per l'ARAI il servizio di consulenza pedagogica creato per i genitori adottivi e per gli insegnanti su aspetti legati all'integrazione scolastica e alla tematica della narrazione familiare nella scuola; ha collaborato con il pedagogista e filosofo Duccio Demetrio, sostenitore della pratica della scrittura autobiografica a scuola e nell'educazione degli adulti.
La relatrice sostiene infatti l'importanza della narrazione della propria storia familiare nella scuola, in quanto rappresenta, con modalità diverse secondo le differenti età degli alunni, un'esperienza formativa fondamentale nel processo di crescita, per sostenere e rafforzare il senso d'identità e di appartenenza, in particolar modo nei minori adottati.
Ma come possiamo trattare la narrazione familiare a scuola, senza che questa costituisca un "terreno minato", fonte di preoccupazione per i genitori e di tensione per i figli? Innanzi tutto è necessario lavorare a tre mani, docenti-alunni-genitori, avendo creato una comunicazione in classe favorevole e avendo instaurato un clima di confidenza e di collaborazione con i genitori. Come? In famiglia creando abitudine a raccontarsi, senza forzature, e predisponendosi alla costruzione di memorie quotidiane, a scuola curando l'accoglienza dei bambini adottati, accettando i tempi diversi del loro inserimento: il tempo del silenzio, dell'ascolto, della raccolta degli indizi, e infine della narrazione di sé; usando un linguaggio "dolce" e "affettivo" per parlare di adozione, evitando un lessico forte e drammatico, abituando gli alunni alla pluralità delle storie - tra queste l'adozione è una storia possibile - e alla pluralità dei modelli familiari.
Infatti, prima della narrazione, bisogna tener conto che esistono tanti modi diversi di essere famiglia, tra questi nuovi modelli esiste e si va estendendo quello della famiglia adottiva; questo tema si può trattare in classe ricorrendo a esperienze didattiche diverse e calibrate sulle diverse età degli alunni.
La relatrice ha illustrato con ampia documentazione interessanti esperienze scolastiche, soprattutto nella scuola elementare e nella materna, rappresentative di una didattica della narrazione.
Tra queste l'esperienza dell'Album Attivo. L'Album è composto da tavole, cartelloni creati da alunni e genitori insieme che documentano le diverse storie familiari, ogni storia ha ovviamente fonti diverse ed eterogenee, foto, disegni, narrazioni, documenti, cartine geografiche ecc. Si lavora a tre mani durante l'anno e alla fine le tavole vengono raccontate e illustrate in classe dagli autori. I bambini si identificano nelle diverse storie descritte e focalizzano l'attenzione non tanto sull'essere famiglia ma sul "divenire" famiglia.
E’ stato messo in evidenza come curare anche a scuola il rapporto con la memoria e la narrazione non è solo un beneficio per gli aspetti emotivi, ma anche per lo sviluppo delle capacità di apprendimento.
La relatrice ha portato infine esempi di narrazione nella scuola materna in cui i docenti partono da due sfondi integratori contrapposti "vicino/lontano" e dalla lettura-drammatizzazione di una fiaba adatta per i suoi contenuti all'esperienza dei bimbi adottivi; inoltre esempi di narrazione in famiglia con i più piccoli, con il "gioco della casetta": la nuova famiglia inizia a narrarsi raccogliendo i ricordi in una casetta di cartone a più piani, ogni piano un pezzetto di memoria familiare, non solo foto ma anche storie, oggetti, disegni.
Non credo di aver stilato un resoconto completo, gli spunti, le riflessioni erano così tante che è impossibile sintetizzare un intreccio così ricco di esperienze e idee legate al binomio scuola-adozione; rimando gli approfondimenti alla lettura dei libri e ad eventuali prossimi incontri.
Maddalena Ronconi
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