Adozione e Scuola

lunedì 12 dicembre 2011

Siti amici

Segnalo due nuovi siti che mi sembrano particolarmente vicini ai nostri contenuti e al nostro modo di sentire.

www.spazioadozione.org
"Figlio" del blog spazioadozioneticino.blogspot.com (che già seguivamo da tempo), creato da un'associazione ticinese di famiglie adottive, il nuovo sito si pone come luogo d'incontro tra famiglie adottive alle prese con i molteplici problemi del post-adozione: scuola, adolescenza, mondo del lavoro.
Il gruppo che lo ha realizzato si propone di raggiungere una maggiore comprensione delle problematiche adottive tramite un'attività di di riflessione, lettura, scambio di esperienze tra genitori adottivi e professionisti che si occupano di adozione. Lo scopo è individuare nuove strategie relazionali che consentano di superare le conflittualità presenti nella comunicazione e nella relazione con i figli, e trovare strade per ridare speranza ai ragazzi più in difficoltà, aiutandoli a scoprire le loro potenzialità e i loro talenti.
Spazioadozione vuole documentare questo confronto e questa ricerca. La sua originalità, che lo differenzia da tanti altri siti creati da genitori adottivi, sta nel non passare sotto silenzio gli aspetti più critici della dimensione adottiva e nello sguardo spinto molto avanti, fino all'età adulta dei figli.

www.italiaadozioni.it
On line da poche settimane, è un nuovo portale sul mondo dell'adozione nazionale e internazionale, con una redazione composta da genitori adottivi e da professionisti che operano nel settore.
Oltre a essere una guida all'adozione, suo obiettivo è offrire informazioni e aiuto a quanti incontrano a vario titolo l'adozione: alle coppie in primo luogo, ma anche a quella parte di società che può entrare in contatto con le problematiche adottive nell'ambito del proprio lavoro (pediatri, insegnanti, psicologi, avvocati).
Si tratta di un portale, e non di un semplice sito, per l'ambizione dichiarata di diventare "porta d'ingresso" e collegamento tra i tanti contributi sull'adozione presenti e dispersi nel web, facendo rete tra quanto già esiste in termini di informazione, formazione, proposte.
Il portale è organizzato per aree tematiche. Una di queste, ricca di contributi, è dedicata all'inserimento scolastico dei minori adottati. Sono poi presenti un'area legale, una medica e una psicologica.

Livia Botta
www.liviabotta.it
www.adozionescuola.it

mercoledì 7 dicembre 2011

Un master biennale su adozione e affido

Il master di secondo livello per la formazione di esperti “IL LAVORO CLINICO E SOCIALE CON LE FAMIGLIE ACCOGLIENTI: AFFIDO E ADOZIONE” dopo l'edizione degli a.a. 2009/2011 viene ripetuto nei prossimi due anni accademici.
La proposta formativa, nata dalla collaborazione tra Università Cattolica del Sacro Cuore, Alta Scuola di Psicologia A. Gemelli, Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia, ha il patrocinio della CAI-Commissione per le Adozioni Internazionali e del CNSA-Coordinamento Nazionale dei Servizi per l’Affido.
Il master è rivolto a laureati provenienti da diverse culture professionali: psicologica, pedagogica, giuridica, sociologica, sociale. Ha la durata di due anni accademici con inizio nel mese di marzo 2012. I moduli formativi, quindici in tutto, si tengono a Milano e a Firenze e si svolgeranno nelle giornate di venerdì e sabato con cadenza mensile. Le iscrizioni - fino a un massimo di 30 ammissioni - chiuderanno alla fine di gennaio 2012. La quota di partecipazione è di 2.500 euro annui (esente IVA).
Il master offre una formazione d’eccellenza grazie alla possibilità di accostare le più innovative esperienze italiane di affido e adozione e per l’attenzione ai più recenti contributi di ricerca e al dibattito scientifico sui due istituti. Il biennio di formazione intende facilitare il percorso di apprendimento e di crescita degli operatori e aggiornarli su esperienze e metodologie frutto della ricerca scientifica e accademica alla luce delle novità introdotte dalla legge 149/2001 a livello nazionale. Vuole anche mettere in evidenza le potenzialità dell'affido e dell'adozione - sulla base alle esperienze degli ultimi anni - che hanno aperto nuove frontiere di ricerca e di pensiero sia rispetto al confronto con esperienze fatte all’estero che al tema dei rapporti intergenerazionali nelle famiglie adottive.

Vai al programma: http://www.istitutodeglinnocenti.it/eventi/pdf/Affido_e_adozione2011_2012.pdf

venerdì 2 dicembre 2011

A Genova "Il cioccolato che fa bene"

Riceviamo da Michela Grana:

Anche quest'anno arriva Natale, regali e raccolte fondi... anche quest'anno il CIAI promuove l'iniziativa di Natale "IL CIOCCOLATO CHE FA BENE" a favore di INDIA - SATYA SCHOOL e COSTA D'AVORIO - A SCUOLA PER RITROVARE LA SERENITÀ.
Tuttavia quest'anno non faremo il banchetto in via Galata in considerazione degli eventi alluvionali che si sono abbattuti sulla città (e sulla regione) e comprendo chi sceglierà di sostenere progetti locali.
Ciò non toglie che chi avesse piacere di aiutare il CIAI regalando la cioccolata può farlo lo stesso contattandomi (0108398161 - 3333466774).
Vi ricordo che quest'anno le borsine sono realizzate da donne cambogiane - equamente retribuite - con zanzariere di recupero. Il contributo richiesto per il sacchettino è di 10 euro. Il cioccolato – al latte e fondente – è prodotto con cacao del commercio equo e solidale.
Vi ringrazio e vi auguro un sereno mese di dicembre in attesa di Natale.

Michela Grana
referente Gruppo Territoriale CIAI - Genova

lunedì 28 novembre 2011

Raccontare l'adozione a scuola

Ho partecipato all'incontro svoltosi il 18 novembre presso la sede della Regione Liguria dal titolo "Strumenti per raccontare l'adozione a scuola". Destinato a genitori adottivi e operatori scolastici, era promosso e organizzato dall'ARAI-Regione Piemonte in collaborazione con la Regione Liguria.
L'incontro è stato molto interessante e coinvolgente sia per gli spunti didattici che ha offerto ai docenti presenti - tante idee, tutte praticabili - sia per le riflessioni sulla narrazione familiare, rivolte particolarmente ai genitori adottivi.
La relatrice, Cinzia Fabrocini, ex docente e mamma adottiva, è psico-pedagogista, lavora a Torino, gestisce per l'ARAI il servizio di consulenza pedagogica creato per i genitori adottivi e per gli insegnanti su aspetti legati all'integrazione scolastica e alla tematica della narrazione familiare nella scuola; ha collaborato con il pedagogista e filosofo Duccio Demetrio, sostenitore della pratica della scrittura autobiografica a scuola e nell'educazione degli adulti.
La relatrice sostiene infatti l'importanza della narrazione della propria storia familiare nella scuola, in quanto rappresenta, con modalità diverse secondo le differenti età degli alunni, un'esperienza formativa fondamentale nel processo di crescita, per sostenere e rafforzare il senso d'identità e di appartenenza, in particolar modo nei minori adottati.
Ma come possiamo trattare la narrazione familiare a scuola, senza che questa costituisca un "terreno minato", fonte di preoccupazione per i genitori e di tensione per i figli? Innanzi tutto è necessario lavorare a tre mani, docenti-alunni-genitori, avendo creato una comunicazione in classe favorevole e avendo instaurato un clima di confidenza e di collaborazione con i genitori. Come? In famiglia creando abitudine a raccontarsi, senza forzature, e predisponendosi alla costruzione di memorie quotidiane, a scuola curando l'accoglienza dei bambini adottati, accettando i tempi diversi del loro inserimento: il tempo del silenzio, dell'ascolto, della raccolta degli indizi, e infine della narrazione di sé; usando un linguaggio "dolce" e "affettivo" per parlare di adozione, evitando un lessico forte e drammatico, abituando gli alunni alla pluralità delle storie - tra queste l'adozione è una storia possibile - e alla pluralità dei modelli familiari.
Infatti, prima della narrazione, bisogna tener conto che esistono tanti modi diversi di essere famiglia, tra questi nuovi modelli esiste e si va estendendo quello della famiglia adottiva; questo tema si può trattare in classe ricorrendo a esperienze didattiche diverse e calibrate sulle diverse età degli alunni.
La relatrice ha illustrato con ampia documentazione interessanti esperienze scolastiche, soprattutto nella scuola elementare e nella materna, rappresentative di una didattica della narrazione.
Tra queste l'esperienza dell'Album Attivo. L'Album è composto da tavole, cartelloni creati da alunni e genitori insieme che documentano le diverse storie familiari, ogni storia ha ovviamente fonti diverse ed eterogenee, foto, disegni, narrazioni, documenti, cartine geografiche ecc. Si lavora a tre mani durante l'anno e alla fine le tavole vengono raccontate e illustrate in classe dagli autori. I bambini si identificano nelle diverse storie descritte e focalizzano l'attenzione non tanto sull'essere famiglia ma sul "divenire" famiglia.
E’ stato messo in evidenza come curare anche a scuola il rapporto con la memoria e la narrazione non è solo un beneficio per gli aspetti emotivi, ma anche per lo sviluppo delle capacità di apprendimento.
La relatrice ha portato infine esempi di narrazione nella scuola materna in cui i docenti partono da due sfondi integratori contrapposti "vicino/lontano" e dalla lettura-drammatizzazione di una fiaba adatta per i suoi contenuti all'esperienza dei bimbi adottivi; inoltre esempi di narrazione in famiglia con i più piccoli, con il "gioco della casetta": la nuova famiglia inizia a narrarsi raccogliendo i ricordi in una casetta di cartone a più piani, ogni piano un pezzetto di memoria familiare, non solo foto ma anche storie, oggetti, disegni.
Non credo di aver stilato un resoconto completo, gli spunti, le riflessioni erano così tante che è impossibile sintetizzare un intreccio così ricco di esperienze e idee legate al binomio scuola-adozione; rimando gli approfondimenti alla lettura dei libri e ad eventuali prossimi incontri.

Maddalena Ronconi

domenica 13 novembre 2011

Segnalazione incontri

Segnalo due iniziative formative interessanti, che trattano (anche, ma non esclusivamente) di inserimento scolastico dei bambini adottati.

A Genova, il 18 novembre
“Raccontare l’adozione a scuola”
Incontro organizzato da ARAI
Programma: http://f1.grp.yahoofs.com/v1/EIe_Tt8S9T3lZvJUXa5XniAN-Ne8BRE8Sx992CYDIHMk-YQ2aL_YtZfMzCCkCNeN3f095sKAVDZVjuYomitpDw/DEPLIANT_18%20novembre_Genova.pdf

A Milano, il 24-25 novembre
“Il bambino adottivo tra passato e presente”. Corso di formazione per il lavoro di sostegno nel post-adozione.
Corso a pagamento, organizzato dal CIAI
Programma:
http://www.ciai.it/wp-content/uploads/Il-bambino-adottivo-tra-passato-e-presente-2011.pdf

Livia Botta
www.liviabotta.it/

martedì 11 ottobre 2011

Tutto il mondo è paese?

Nel contesto di uno scambio di materiali tra enti che a diverso titolo si occupano di adozione e scuola, ho appena letto una piccola pubblicazione dell’associazione francese Enfance & Familles d’Adoption indirizzata agli insegnanti. Enfance & Familles d’Adoption è una federazione di associazioni di famiglie adottive che interagisce con gli organismi pubblici che si occupano di adozione.
L’adoption. Guide à l’intention des enseignants è un fascicoletto di 20 pagine, corredato da simpatiche vignette, che si propone di fornire chiarimenti su alcune difficoltà di ordine scolastico che i bambini adottati possono incontrare, di offrire suggerimenti per adattare alcune attività solitamente proposte alle classi e per evitare alcuni errori relazionali tipici.
L’aspetto che più colpisce, leggendolo, è che i contenuti del libretto e le problematiche sottostanti sono esattamente sovrapponibili alle nostre.
C’è la questione della classe d’inserimento, col dirigente scolastico costretto a inserire in seconda un bambino non scolarizzato che avrebbe un gran bisogno di passare un po’ di tempo nella scuola dell’infanzia.
Ci sono le aspettative paradossali dei genitori: “mio figlio è fragile, ha bisogno di attenzioni particolari, ma… non trattatelo diversamente dagli altri!”.
Ci sono le difficoltà create da alcune attività tipicamente proposte alle classi… anche in Francia non si sfugge all’albero genealogico, alle foto da neonato, alla storia familiare!
Ci sono i pregiudizi dei docenti e il rischio di sovraesposizione degli alunni adottati.
C’è la sottolineatura delle difficoltà che possono acuirsi nell’adolescenza...
Insomma, a scorrere queste pagine sembra proprio che la situazione francese sia analoga a quella italiana, sia per quanto riguarda la normativa e le prassi scolastiche che per quanto riguarda gli atteggiamenti degli insegnanti e delle famiglie.
Il libretto può essere preso a esempio per la sua semplicità e per la capacità di trattare in poche pagine, senza annoiare, le principali questioni di fondo relative all'inserimento scolastico degli alunni adottati: certamente, quindi, uno strumento utile per una prima sensibilizzazione diffusa degli insegnanti.

Livia Botta
www.liviabotta.it/

giovedì 6 ottobre 2011

1° incontro corso per docenti "ALUNNI ADOTTATI IN CLASSE"

Lo scorso 30 settembre si è svolto, presso la scuola media "Don Milani" di Genova, il primo incontro del corso di formazione per docenti "ALUNNI ADOTTATI IN CLASSE".
Il corso ha 38 iscritti, di provenienza assai varia: insegnanti dei diversi gradi di scuola dall'infanzia alle superiori, due mediatori culturali, una logopedista; parecchi insegnanti sono anche genitori adottivi o in attesa di adozione.
Per favorire un primo approccio sintonico ed emozionale alle problematiche adottive si è preferito non iniziare con una relazione, ma con la proiezione del filmato "Per amore di un figlio". Il successivo scambio di impressioni ed esperienze ha consentito ai partecipanti di autopresentarsi e di riconoscere nel filmato alcune delle problematiche con cui si trovano a contatto, come insegnanti e operatori del settore e - per alcuni - anche nella veste di genitori.
Le molteplici provenienze hanno reso possibile un confronto ricco, in cui si sono toccati alcuni dei temi più caldi dell'incontro tra scuola e adozione: la consapevolezza che ciascuna situazione adottiva è unica; la complessificazione dovuta all'ingresso a scuola di bambini adottati sempre più grandi; la relazione e la funzione delle diverse figure professionali che collaborano con la scuola; le problematiche identitarie che possono accomunare ragazzi adottati e ragazzi stranieri; il bisogno di una preparazione adeguata per gli insegnanti, che li aiuti a interagire nel modo migliore con i genitori adottivi, a parlare "normalmente" di adozione in classe, ad accogliere adeguatamente gli alunni adottati e ad aiutarli a superare eventuali problemi di apprendimento o di comportamento.
Nel prossimo incontro (21 ottobre ore 15.30, presso la Scuola media "Don Milani" di Genova) alcuni genitori adottivi e alcuni giovani adottati parleranno brevemente del rapporto con la scuola dalla loro prospettiva. Verrà poi presentata e discussa una proposta di "Protocollo di accoglienza e accompagnamento degli alunni adottati" che le scuole potranno far proprio.
Ricordo che è ancora possibile iscriversi al corso, in quanto ci sono ancora alcuni posti disponibili. Informazioni per l'iscrizione sul sito http://www.adozionescuola.it/.

Livia Botta
www.liviabotta.it